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venerdì 9 gennaio 2015

Richiesta di tre senatori al Ministro dell'Interno
GATTI DI SU PALLOSU, MA NON SOLO,
RISCHIANO DI FAR SCIOGLIERE
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SAN VERO MILIS

Richiesta di tre senatori al Ministro dell'Interno:
Assemblea civica da un anno e mezzo senza opposizione, caos sul Lungomare di Putzu Idu, stradella sostitutiva aperta dall'amministrazione e sequestrata dal Tribunale : Piano di aggiornamento del SIC (sito interesse comunitario) piegato alla 'guerra amministrativa'  contro i felini di Su Pallosu: il comune non garantisce i servizi e ci sono gravi problemi di ordine pubblico”
Amministrazione comunale troppo impegnata nel combattere i felini di Su Pallosu con centinaia di atti e migliaia di pagine, impossibilitata a garantire servizi comunali; ma anche il caos mai risolto con la chiusura al traffico del Lungomare di Putzu Idu,  ordinanza di divieto di transito vigente, ma non, rispettata,  stradella sostitutiva sequestrata dal Tribunale per danni ambientali. Questi alcuni dei motivi della clamorosa richiesta depositata in Senato.
Primo firmatario dell'interrogazione per lo scioglimento del consiglio comunale di San Vero Milis, il senatore Bartolomeo Pepe

Tre sono i senatori firmatari dell'interrogazione (testo integrale sul sito Ufficiale del Senato) http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=826457
Bartolomeo Pepe, gruppo misto, componente Movimento X, Consulente tecnico I.S.D.E. (medici per l'ambiente), Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.
Nell'atto parlamentare sono elencate minuziosamente anche quelle che vengono definite le “ continue persecutorie iniziative, consistenti in centinaia di lettere/richieste/intimazioni, provvedimenti disciplinari interni, diffide, intimazioni e atti simili ad altri enti, per complessive migliaia di pagine allegati e fotografie”di quella che è considerata, una vera e propria “guerra” amministrativa per la cattura e trasferimento dei gatti della colonia felina di Su Pallosu, nella Marina di San Vero Milis, intrapresa in questi anni dal consiglio comunale, che da un anno e mezzo opera senza la presenza dell'opposizione. La clamorosa richiesta arriva dopo che -il Capo dello Stato, su, proposta del Consiglio di Stato e del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha accolto il ricorso dell'Associazione Culturale Amici di Su Pallosu, gestore dei gatti di Su Pallosu, con DPR del 10 dicembre 2014, annullando la delibera del Consiglio Comunale di San Vero Milis del 21.03.2013 "Per eccesso di potere, erronea valutazione dei fatti, illogicità della motivazione, carenza sotto il profilo d'istruttoria e di motivazione";
Sotto accusa è ora ora invece anche il Piano di Gestione (aggiornamento) del Sic, Sito Interesse Comunitario, Sa Salina Manna e Sa Marigosa che sarebbe viziato da gravi irregolarità e dall'aggiramento della Direttiva Europeo sulla Valutazione Ambientale strategica, che è stata esentata nell'iter di approvazione del Piano, dalla Regione, in seguito ad un rapporto preliminare inviato dal comune che differisce in maniera sostanziale dal Piano di Aggiornamento. Un'azione (IA09 di pag.182) del piano adottato dal Consiglio Comunale, prevede nello specifico la cattura e trasferimento dei 60 gatti di Su Pallosu -gli unici nell'area gestiti controllato dall'Associazione Amici di Su Pallosu con la collaborazione della Clinica Veterinaria Duemari di Oristano e dell'Università di Sassari- attraverso un finanziamento pubblico europeo di 25 mila euro. Nessun cenno invece, nel contestato piano, redatto dalla sas Ivram di Alghero, delle altre 8 colonie di fatto esistenti nella marina di San Vero e neppure di tutte le altre specie predatorie come volpi, gabbiani, cornacchie e ratti.
Nella lungo e motivato atto ispettivo si ricorda che il consiglio comunale di San Vero opera da un anno e mezzo con la sola presenza della maggioranza, dopo le dimissione dell'intera opposizione e il mancato subentro dei primi dei non eletti avvenuto per protesta nei confronti dell'amministrazione.
Oltre alla richiesta al Ministro dell'Interno, per “avviare la procedura per lo scioglimento immediato del Consiglio comunale di San Vero Milis “, l'interrogazione chiede anche “di sospendere immediatamente l'iter di approvazione dell'aggiornamento del il piano di gestione - adeguamento 2014 - sito Natura 2000 SIC ITB030038 - stagni di Putzu Idu - salina Manna e Pauli Marigosa”. 


giovedì 2 ottobre 2014

VIDEO/Dalla Facoltà di Veterinaria di Sassari a Su Pallosu
A LEZIONE CON I GATTI
riflettori nazionali sul nostro borgo marino

 
Frammento della visita a Su Pallosu degli studenti universitari della Facoltà di Veterinaria.
"Cosa non è una colonia felina..."
Intervento di Andrea Atzori, Presidente Associazione Culturale Amici di Su Pallosu.
Testo Lancio Agenzia Ansa
dell' 1 ottobre 2014

Colonia felina Su Pallosu, nuovo appello per riconoscimento ANSA

E ieri lezione facoltà Veterinaria Sassari nella colonia (ANSA) - ORISTANO, 1 OTT - Ben 22 mila colonie feline riconosciute in tutta Italia, solo cento in Sardegna. All'associazione culturale Amici di Su pallosu, che gestisce senza alcun aiuto pubblico la colonia felina di Su pallosu, quella dei gatti che vanno in spiaggia e non temono l'acqua del mare, i conti non tornano. Ed è per questo che proprio dalla piccola borgata marina nel litorale di San Vero Milis è partito un appello a tutte le amministrazioni locali della Sardegna perché diano seguito alle richieste dei gattari per il riconoscimento di tutte le colonie feline per le quali viene presentata la domanda. All'appello dell'Associazione si sono uniti anche 30 studenti della Facoltà di veterinaria dell'Università di Sassari che ieri hanno fatto lezione proprio alla Colonia felina di Su pallosu. "Ai Comuni - spiega il presidente dell'Associazione Andrea Atzori - non costa niente ed i vantaggi sono tantissimi perché il riconoscimento della Colonia permette alle Aziende sanitarie locali di procedere alla sterilizzazione degli animali". Col docente Walter Pinna, e con l'equipe della Clinica Veterinaria Due Mari di Oristano gli studenti si sono occupati di prevenzione delle malattie dei gatti in relazione alla loro alimentazione. La Colonia Felina di Su pallosu conta attualmente 59 gatti, 22 maschi e 37 femmine, di cui 57 già sterilizzati a spese dell'associazione. Ma non è stata ancora riconosciuta dal Comune di San Vero Milis. In compenso, è la più votata in Sardegna nel censimento dei Luoghi del Cuore del Fondo Ambiente Italiano e prima anche a livello nazionale per la tipologia Coste-area marina. (ANSA). E10-FO 01-OTT-14 18:43 NNNN


Seconda parte intervento di Andrea Atzori: "le colonie feline in Italia,"

La maggiore Agenzia di Stampa nazionale si occupa di Su Pallosu
Su Pallosu sul quotidiano L'Unione Sarda del 2 ottobre 2014 per la presenza degli studenti universitari della Facoltà di Veterinaria di Sassari
Un momento della visita-lezione di Su Pallosu; nella foto con gli studenti il docente Walter Pinna e Monica Pais della Clinica Veterinaria Duemari Diì Oristano

giovedì 13 febbraio 2014

Replica ad una vile campagna denigratoria contro gatti e gattari
L'ASSOCIAZIONE SU PALLOSU CHIEDE
E OTTIENE RETTIFICA SU LA NUOVA
ecco articolo e nostra richiesta

La Nuova Sardegna 13 Febbraio 2014.Pubblicata la richiesta di rettifica dell'Associazione Amici di Su Pallosu.
Per leggere il testo ingrandito dell'articolo cliccate sopra.
La Nuova Sardegna ha pubblicato l'articolo in seguito a richiesta di rettifica della nostra associazione.Di seguito la nostra mail in versione integrale.
Al Direttore del quotidiano La Nuova Sardegna

Scriviamo la presente in riferimento all'articolo pubblicato dal vostro giornale in data 29 gennaio 2014, a firma di Enrico Carta che già nei mesi scorsi si era già espresso pubblicamente su Facebook in decine di commenti pubblici, con toni inusitati (vedi foto), in maniera prevenuta e offensiva nei confronti dei gattari di Su Pallosu e attuale dirimpettaio-vicino di casa ad Oristano, di un componente del Direttivo della nostra Associazione.
Il testo riporta una versione pseudo istituzionale di una parte politica, insulta, insinua fatti non veri e infondati, lesivi della nostra reputazione personale e dell' Associazione rappresentata e denota la più completa ignoranza del tema trattato.
Uno dei tanti commenti offensivi e denigratori postato su Facebook nel dicembre 2012  da un giornalista della Nuova Sardegna, residente nello stesso palazzo di un componente del direttivo dell'Associazione Amici di Su Pallosu  

Ai sensi delle norme vigenti sul diritto di rettifica si chiede la pubblicazione integrale e con il medesimo risalto di quanto segue.
  1. Una colonia felina esiste a prescindere dal riconoscimento di una amministrazione comunale. E' scientificamente l'habitat dove vivono i gatti in libertà. Si può trovare in un condominio di città, come in campagna, montagna o al mare.
  2. Il procedimento penale citato, aperto in seguito a nostra querela, non doveva e non poteva stabilire il riconoscimento o meno della colonia di Su Pallosu, ma se l'amministrazione comunale aveva commesso reati nel non rispondere per due anni alle richieste dei gattari.
  1. I pareri di Asl, Forestale e Carabinieri , sollecitati dal sindaco, non vennero richiesti già per l'iter di riconoscimento della stessa (aperto solo dopo la nostra querela), ma per l'arbitrario e fallito tentativo di trasferimento della stessa.
  2. I gatti della colonia felina Su Pallosu (conosciuta in tutto il mondo, ma non riconosciuta da questa amministrazione comunale) ricevono già da 7 anni a totale carico nostro (privato, volontaristico e con autofinanziamento) cure (migliaia di visite, operazioni, degenze) sterilizzazioni (oltre 50 e cibo quotidianamente, due volte al giorno,tutto l'anno. Senza nessun aiuto pubblico ogni giorno seguiamo 24 ore su 24 oltre 50 gatti; li facciamo curare dalla Clinica Veterinaria Duemari di Oristano e seguire interamente a nostro carico.
  3. I comuni in caso di riconoscimento di una colonia felina non sono chiamati ad alcuna spesa nei confronti delle colonie feline. Scrivere che “ il riconoscimento della colonia avrebbe comportato delle spese notevoli per il Comune a discapito di altri settori quali i servizi sociali. “ è totalmente falso. Il riconoscimento di una colonia felina non comporta per il comune che lo fa alcuna spesa. In Italia di colonie feline ce ne sono diverse migliaia riconosciute, un centinaio in Sardegna: 40 a Cagliari, una decina in provincia di Oristano, 7 nel solo comune capoluogo e ben 21 colonie sono state riconosciute recentemente nel solo comune di Bosa. Le colonie de facto, sono almeno un numero dieci volte superiore.
    Sono le Asl, quindi fondi Regionali, a intervenire e realizzare sterilizzazioni e vaccini sulle colonie feline riconosciute, giammai i comuni,come faziosamente riportato.
  4. Sulla delibera del consiglio comunale di San Vero del 21 marzo 2013 che ha negato la richiesta di riconoscimento della colonia abbia presentato ricorso amministrativo al Capo dello Stato e abbiamo ricevuto comunicazione di regolare apertura della procedura.
    7)Rinnoveremo continuamente (a questa e/o altre amministrazioni) la nostra richiesta di riconoscimento della Colonia Felina secolare di Su Pallosu fino all'accoglimento della stessa.
    Cordiali Saluti
    Su Pallosu 9 febbraio 2014
    Irina Albu -Andrea Atzori-Marisa Murru
    Associazione Culturale Amici di Su Pallosu
    La risposta  su Facebook di Irina Albu ad uno dei tanti sciocchi commenti di Enrico Carta.



sabato 18 gennaio 2014

Nuova visita degli studenti della facolta' di Veterinaria
L'UNIVERSITA' DI SASSARI TORNA A SU PALLOSU
studiati i felini marini

Gli studente universitari alla Colonia felina di Su Pallosu, accompagnati dal prof.Walter Pinna, Ateneo di Sassari.
L'Università' di Sassari torna a Su Pallosu per studiare i "gatti marini".
Una trentina di studenti universitari del Corso di Nutrizione e Alimentazione Animale diretti dal Professor Walter Pinna della Facoltà di Veterinaria dell'Università di Sassari, ha visitato giovedì' la storica colonia felina di Su Pallosu, che non ha mai avuto alcun aiuto da parte di enti o istituzioni pubbliche: ad accompagnarli Monica Pais e Paolo Briguglio,  della Clinica Veterinaria Duemari di Oristano.
Si tratta della seconda visita in due anni.
 Ad accogliere gli studenti, Andrea Atzori e Irina Albu, responsabili dell'Associazione Culturale Amici di Su Pallosu che gestisce la colonia 24 ore su 24, senza alcun aiuto pubblico, interamente grazie al volontariato.
In evidenza la gestione alimentare e sanitaria dei 53 gatti di Su Pallosu, censiti, schedati, vaccinati e sterilizzati.
Dal 2010 ad oggi presso la Clinica Duemari sono stati sterilizzati  oltre 50 felini facenti parte della suddetta Colonia, in maggioranza femmine In tal modo è stato attuato un totale controllo delle nascite.
I gatti sono stati sottoposti a profilassi vaccinale contro le Virosi respiratorie feline, Panleucopenia e Leucemia felina;
Sono state effettuate centinaia di visite cliniche ed esami collaterali che hanno sempre escluso la presenza tra i felini della Colonia di patologie trasmissibili all’uomo.
Un momento della visita a Su Pallosu degl studenti unveristari.

I gatti vengono sottoposti ogni sei mesi a terapia antiparassitaria contro gli endo parassiti e ogni due mesi contro gli ectoparassiti (pulci e zecche).
I gatti sono tutti in ottimo stato di nutrizione e la principale causa di mortalità fra i felini della Colonia è stata in questi anni l’investimento da parte di autovetture sulla strada provinciale presso la quale stazionano gli animali.Le amministrazioni hanno negato infatti di accogliere qualsiasi richiesta di messa in sicurezza della strada.
La collaborazione tra l'Associazione Amici di Su Pallosu e l'Ateneo sassarese proseguirà' con nuovi e mirati studi relativi alla classificazione dei felini parzialmente selvatici e quelli parzialmente domestici.
Su Pallosu 18 gennaio 2014
Monica Pais, Walter Pinna e Paolo Briguglio a Su Pallosu.





giovedì 15 agosto 2013

Rassegna stampa dedicata al nostro borgo marino
SU PALLOSU SUI MEDIA
l'Estate Felina anche su Il Venerdì di Repubblica


Da Il Venerdì, allegato settimanale del quotidiano nazionale La Repubblica, 19 luglio 2013.


Numerosissimi i media giornali, radio e tv che hanno dato notizia delle iniziative dell'Estate Felina di Su Pallosu, la rassegna interamente dedicata ai gatti che ormai da tre anni si svolge nella nostra piccola borgata.Anche su Il Venerdì di Repubblica una prestigiosa vetrina turistica per Su Pallosu.
La Nuova Sardegna del 15 agosto 2013 (per ingrandire e leggere cliccare sopra l'articolo).




L'Unione Sarda del 15 agosto 2013.

La Nuova Sardegna 12 agosto 2013

La Nuova Sardegna 9 agosto 2013





lunedì 25 marzo 2013

Gaffe, bufale e citazione di studi fuoricontesto
con tanto di super apprezzamenti per la giunta comunale di S.Vero
PER LA LIPU SU PALLOSU NON E' UN CENTRO ABITATO !
i guai della fauna selvatica ?
"tutta colpa della centenaria colonia felina"
le autorevoli risposte di Paolo Briguglio ed Eligio Testa

Conferenza Stampa 23 marzo 2013 dell'Associazione Amici di Su Pallosu, nella foto Andrea Atzori (Presidente Associazione) e con il microfono in mano Paolo Briguglio (Direttore Sanitario Clinica Veterinaria Duemari di Oristano, esperto di fauna selvatica).
Da tre anni a questa parte l'Amministrazione comunale di San Vero Milis le prova tutte per ostacolare i gatti liberi (colonia di fatto da un secolo, da poco formalmente non riconosciuta) di Su Pallosu.
Dai vigili urbani e Asl  , all'amministrazione provinciale di Oristano, che non ha potuto mettere in pratica una delibera unanime del consiglio provinciale per la messa in sicurezza della strada proprio grazie ad un suo intervento, fino a Carabinieri e Corpo Forestale, non competenti in materia di prevenzione al randagismo, che nulla hanno potuto dire.L'amministrazione in carica le ha provate tutte, ma nulla da fare.Tutti hanno riconosciuto che quei gatti così poco simpatici all'amministrazione in carica son gestiti- senza alcun aiuto pubblico- in maniera ineccepibile.
Nessun ente, comune compreso, infatti nonostante il grande impegno dello stesso  tal senso (con dispiego di svariate decine di ordini di servizio, di altre decine di lettere ad enti ed istituzioni, di due sedute del Consiglio Comunale con questo punto all'ordine del giorno, sopralluoghi ecc.)  ha mai ufficialmente e formalmente notificato alcuna contestazione in merito alla colonia felina.Nessuna.E difficilmente poteva essere per un sito visitato solo nell'ultimo anno da più di 3.000 turisti provenienti da tutto il mondo.
A fare da sponda alla battaglia antigatti, dopo i vani tentativi di questi anni sono ora arrivati negli ultimi giorni due nuovi "a-mici":  la LIPU Sardegna e la Regione Sardegna (Servizio SAVI).Nuovi goffi interventi segnati dalla non conoscenza del territorio, della colonia felina di Su Pallosu e dello stesso SIC.La bufala più grande (ma non la sola) è quella della LIPU: non sa neppure che Su Pallosu, pur piccolo, è un centro abitato, antropizzato con i suoi residenti (chi scrive è tra questi). 
  Nel comunicato infatti firmato dalla Delegazione Sardegna gli appassionati di uccelli si spingono a chiedere la deportazione dei gatti di Su Pallosu in un centro abitato, ritenendo dunque la nostra frazione completamente desertica e priva di abitazioni e di case.Seppur piccolo, con 8 residenti, Su Pallosu è infatti formalmente e a tutti gli effetti una borgata-frazione del comune di San Vero Milis, con un suo centro abitato.Dunque quanto dice la LIPU ("i gatti da Su Pallosu andrebbero ora spostati in un centro abitato") oltre a denotare ignoranza è una vera e propria offesa.Una figura davvero barbina.Ma non è la sola.Infatti secondo la LIPU e poi secondo un ufficio della Regione, i gatti di Su Pallosu metterebbero in pericolo gli animali protetti del SIC (Sito interesse Comunitario).Il tutto attestato-si fa per dire-da uno studio statunitense che non c'entra nulla con  la nostra realtà.Affermazioni fuoriluogo e fuori contesto.
Inoltre la citazione è fatta solo a metà.La LIPU si è dimenticata infatti di dire una banale verità.
I gatti-anche a Su Pallosu (che ribadiamo ancora una volta è una borgata antropizzata, non un'area desertica) tengono sotto controllo i ratti che sono una possibile causa di danni reali ad altre specie animali e all'uomo. Svolgono dunque una necessaria ed efficace azione igienico-sanitaria.
Qui di seguito riportiamo sul tema tutti i documenti, articoli  e dichiarazioni in merito.Paolo Briguglio ed Eligio Testa nelle dichiarazioni che potete vedere nei video qui sotto rispondono con autorevolezza a tutte le obiezioni sollevate.

Ci dispiace per la LIPU, ma i gatti non possono  essere trasferiti nel centro abitato, perchè Su Pallosu-anche se voi non lo sapete- è già centro abitato....


Invocare presenza dei gatti di Su Pallosu come potenziale danno alla fauna protetta locale è strumentale.Il parere di Paolo Briguglio esperto di fauna selvatica. 

Eligio Testa, fotografo, naturalista,
Presidente Regionale UNAAT,Unione Nazionale per l'Ambiente e l'Agriturismo.
La Nuova Sardegna dell' 1 marzo 2013.

Una curiosità l'articolo della Nuova, forse per un laspus freudiano riporta (nella terza colonna) con un punto interrogativo proprio un inciso riguardante il comune di San Vero Milis.Eccolo:

(..peraltro molto attivo nel gestire il SIC e nell’approvare già da diversi anni il piano di gestione dello stesso..).
Già, un punto d'interrogativo che se vogliamo è un eufemismo.Molto attivo in cosa ? Che ha fatto il comune di San Vero Milis per la gestione del SIC ?

La difesa dell'inesistente attività del comune di San Vero Milis delle aree SIC da parte della LIPU è incomprensibile.Il degrado e l'abbando di queste aree tutelate solo sulla carta sono sotto gli occhi di tutti.E solo chi non lo frequenta o ha altri motivi, può affermare il contrario.

Nel comunicato della LIPU Sardegna viene criticata anche  l'esistenza  dell'aloe presente a Su Pallosu da almeno 50 anni strano invece che nessun rilievo è stato fatto rispetto alla piantumazione di palme africane avvenuta sicuramente ben più di recente e per mano pubblica delle palme africane lungo tutta la strada Mandriola-Su Pallosu.

Ma questo non è il solo passaggio che contestiamo.

La visione della LIPU, oltre ai rilievi dovuti a non conoscenza del luogo, mette al centro della sua attenzione solo ed esclusivamente gli uccelli dimenticando però le norme in materia di colonie feline e dei gatti in particolare.
I gatti liberi che vivono nel territorio comunale infatti appartengono al Patrimonio Indisponibile dello Stato e sono protetti ai sensi della L. n.281/91.
Esattamente al pari della fauna selvatica.
Rammentiamo inoltre alla LIPU che sembra non conoscerlo o averlo dimenticato che:
1)Le leggi nazionali e regionali dispongono che i gatti che vivono in libertà siano protetti e che debba essere salvaguardata la loro integrità fisica e il mantenimento della loro ubicazione. 
2)Lo stato riconosce l’attività benemerita dei cittadini che, come gattari e gattare, si adoperano per la cura e il sostentamento delle colonie feline. 
3)È vietato a chiunque ostacolare o impedire l’attività di gestione di una colonia felina (riconosciuta o meno dal comune) o di gatti liberi, asportare o danneggiare gli oggetti utilizzati per la loro alimentazione, riparo e cura (ciotole, ripari, cucce ecc.).
4)Il centro abitato da Su Pallosu-che la LIPU ha dimostrato colpevolmente di non conoscerne neppure l'esistenza, è escluso dalla perimetrazione del SIC citato basta prendere una mano per saperlo.Ecco la foto qui sotto per chi non la conosce.
5)La colonia felina, ovvero l'habitat dei 50 gatti di Su Pallosu (guardacaso proprio quel centro urbano che la LIPU non conosce) non interferisce in alcun modo con l'area SIC in quanto collocata al di fuori della perimetrazione della stessa.
6)Nella colonia felina non riconoscita di Su Pallosu tutte le femmine sono sterilizzate (senza alcun aiuto di enti pubblici o LIPU) e la gestione scientifica punta a ridurre il numero dei felini presenti oggi di 50 gatti.
I gatti della colonia sono regolarmente alimentati due volte al giorno, tutti giorni dell'anno (senza alcun contributo di enti pubblici o LIPU).
L'abbandono di animali è represso (pur senza alcun aiuto pubblico del comune) con ronde notturne e denunce che hanno consentito di individuare in più occasioni coloro che si sono resi responsabili del reato di abbandono di animali.
7)14 gatti abbandonati sono stati dati in affidamento, tramite sottoscrizione di modulo di responsabilità.
In blu il SIC che lambisce il centro abitato di Su Pallosu, ma non lo include.
Nel merito poi del SIC di Su Pallosu, poichè tutti i 50 gatti della Colonia Felina di Su Pallosu sono censiti e schedati uno per uno, possiamo affermare in 7 anni di gestione che non ci risulta che mai alcun felino della Colonia abbia messo in pericolo alcun animale protetto, anzi siamo testimoni del contrario.
 Al  Comune di San Vero Milis- che non ha mai mosso un dito nè per la gestione del SIC, nè per la colonia felina (se non alacremente in senso ostativo)- e a tutte le sue nuove stampelle pseudoistituzionali facciamo sapere che i gatti della Colonia Felina centenaria di Su Pallosu  stanno bene qui dove sono.Mettetevi pure l'animo in pace.

Alla LIPU una domanda diretta: come mai la necessità di quel grande apprezzamento (definita molto attiva) all'amministrazione di San Vero Milis che tutti gli ambientalisti e animalisti d'Italia hanno oramai imparato a conocere e non certo in bene ? 
E riportiamo qui integralmente il discutibile comunicato della LIPU.


Gentile Redazione “Nuova Sardegna”,
Vogliamo esprimere alcune osservazioni in merito ad articoli apparsi sul vostro quotidiano nei giorni 16 e 20 Febbraio 2013. Nel quotidiano del 16 Febbraio a pag. 9 in basso a sin compariva un articolo intitolato “Festa nella colonia felina”, successivamente ripreso e amplificato sul quotidiano del 20 Febbraio con un articolo a tutta pagina (13) intitolato “Su Pallosu, i gatti di mare fanno il pieno di turisti”. 
L’articolo del 20 Febbraio lamenta la mancanza di limiti di velocità per gli autoveicoli, perché il gatto “quando azzarda il salto da una parte all’altra dell’asfalto per avventurarsi nella cattura di topi, uccelli e se capita anche qualche coniglio” rischia di essere investito dalle auto. Ora, è necessario intendersi sui più elementari concetti ecologici: il gatto è un animale domestico e non un normale predatore che può avventurarsi a cacciare mammiferi e uccelli a suo piacimento, specialmente in un’area di enorme pregio ambientale come il Sinis. Ciò è ancora più vero se consideriamo che proprio in questi giorni è tornato alla ribalta sulla stampa internazionale il problema dell’impatto dei gatti domestici, randagi e inselvatichiti sulla fauna (non solo uccelli e mammiferi, ma anche rettili, anfibi e artropodi), in seguito ad un importante articolo scientifico comparso sulla rivista Nature Communications (vol. 4, articolo numero 1396, doi:10.1038/ncomms2380) da parte dei ricercatori Scott R. Loss, Tom Will e Peter P. Marra. Questo articolo, ripreso in Italia dalla rivista settimanale Internazionale (nr. 986 8-14 Febbraio, pag. 94), sostanzialmente conferma studi precedenti che indicano i gatti responsabili di numerose estinzioni soprattutto in ecosistemi insulari, ed anzi sostiene che l’impatto dei nostri amici felini sulla fauna continentale sia stato sottostimato, ritenendo, sulla base di dati scientifici, che i gatti uccidano ogni anno, solo negli Stati Uniti 1,4-3,7 miliardi di uccelli e 6,9-20,7 miliardi di mammiferi (non solo topi, ma molti micro mammiferi importantissimi per gli ecosistemi). Stiamo parlando di cifre enormi e insostenibili, tali da far ritenere ai tre autori dello studio i gatti (specialmente quelli randagi e inselvatichiti) la prima causa di mortalità “antropogenica” per uccelli e mammiferi negli Stati Uniti. E in Europa le cose non vanno meglio.
Inoltre, nello stesso articolo del 20 Febbraio, i “gattari” chiedono “Per il valore archeologico, culturale, storico e per l’habitat che questo contesto rappresenta per la colonia felina…un riconoscimento del patrimonio ambientale”. Con buona pace dei “gattari”, il legislatore si è accorto da tempo del valore ambientale del sito in questione, e non certo per la presenza dei gatti! Quest’area infatti da oltre 20 anni (dal 1992!!) ricade nel Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) ITB030038 denominato Stagno di Putzu Idu (Salina Manna e Pauli Marigosa), un’area di 594 ettari di eccezionale importanza per la presenza di specie uniche di piante e animali realmente selvatici (cioè autoctoni della flora e fauna sarda) e habitat naturali e seminaturali, che niente hanno a che vedere con specie introdotte e potenzialmente (o realmente) molto dannose come gatti e aloe (anche questa citata negli articoli come fosse parte integrante del paesaggio costiero, mentre invece è una pianta introdotta).  Ora, per quanto si possa essere legati affettivamente a dei gatti, non sarà certo per la loro presenza che il Comune di San Vero Milis (peraltro molto attivo nel gestire il SIC e nell’approvare già da diversi anni il piano di gestione dello stesso), la Regione Sardegna, il Ministero dell’Ambiente e l’Unione Europea considerano d’importanza internazionale quest’area. 
Concludendo, sulla base di questi dati, ci permettiamo di evidenziare come ci sia ben poco da stare allegri ad avere una colonia felina a ridosso di una delle aree più importanti per la tutela della biodiversità in Sardegna. E non è un caso isolato... Purtroppo infatti nell’opinione pubblica aumenta la non conoscenza delle specie animali e vegetali selvatiche e si confonde la protezione della natura con il sostegno a queste popolazioni di animali domestici che, sostenute da volontari tanto entusiasti quanto ignari, rappresentano invece un grave problema per la fauna veramente selvatica. Pertanto, diciamo le cose come stanno: i gatti dovrebbero stare nei centri abitati e ogni gatto dovrebbe avere possibilmente un proprietario, per il suo benessere e per quello degli animali selvatici che in questo caso avrebbero un nemico in meno, col quale invece si trovano spesso a combattere una battaglia impari, dato che il gatto beneficia di alimenti e cure sanitarie che gli danno un vantaggio competitivo enorme rispetto alle sue prede. E per chi ha a cuore le aree protette: i gatti (così come i cani) randagi e inselvatichiti, ma anche domestici se lasciati liberi di scorrazzare, non sono compatibili con la tutela della biodiversità. Si pone pertanto un problema per tutti noi, e soprattutto per chi gestisce le aree protette (parchi nazionali e regionali, aree marine protette, SIC, ZPS, oasi speciali di protezione faunistica, siti Ramsar), che è quello di come limitare l’azione di questi animali domestici, che rimangono purtroppo dei forti predatori anche quando foraggiati abbondantemente dai proprietari o da volontari. 
Da parte nostra ecco alcune proposte: 1) spostiamo le colonie feline nei centri urbani; 2) vietiamo di portare e nutrire gatti nelle aree protette o nelle zone adiacenti; 3) finanziamo progetti per spostare i gatti dalle piccole isole e troviamo proprietari disposti ad adottarli nelle proprie case; 4) diffondiamo una cultura ambientale che permetta ai cittadini, piccoli e grandi, di distinguere animali e piante autoctoni e selvatici, da animali e piante introdotti, che sono belli e a cui siamo legati affettivamente, ma che vanno gestiti diversamente dalle specie selvatiche. 
Nella diffusione di questa cultura ambientale gli organi di informazione giocano un ruolo importantissimo e per questo confidiamo nella vostra redazione affinché certe notizie vengano date, ma vengano presentate con tutti gli aspetti, buoni e meno buoni, che esse comportano. 
Certi della vostra collaborazione, porgiamo cordiali saluti,
Coordinamento
Sez. Reg. Sardegna
LIPU-BirdLife International


Sulla condizione sanitaria dei gatti di Su Pallosu, l'intervento del dott. Paolo Briguglio: tutte le femmine sterilizzate (senza alcun aiuto da parte di enti pubblici o LIPU).
Guida al rispetto dei diritti animali negli enti locali: inadempienze e doveri.